Terroir

Una catena di colline, la propaggine più bassa delle Colline Metallifere, forma un teatro naturale prospiciente il mare nel quale le correnti aeree si muovono in condizioni ottimali per la coltura della vite. Mai troppo fredde, grazie alla protezione della barriera collinare verso nord-est, mai troppo calde, grazie alla vicinanza del mare, queste correnti generano un’escursione termica tra giorno e notte, ideale per fissare aromi e maturare alla perfezione le uve.

Continua

Siamo in una zona marina con rilievi di modesta altezza. Il terreno ha origine Pleistocenica con sedimenti marini ed eolici, piccola presenza di flisch a oriente, ed ha caratteristiche molto variabili di microzona in microzona, fattore questo che contribuisce, a dare grande complessità ai vini Bolgheri. I vitigni Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc tra i principali, hanno trovato nella regione, delimitata dall’Anfiteatro Bolgherese, una loro nuova splendida patria.
Questa particolare vocazione ha trovato conferma anche grazie a uno studio di zonazione del territorio realizzato dall’Università di Milano dal professor Attilio Scienza, di cui abbiamo ripreso alcuni concetti qui sopra.


La Denominazione di Origine Controllata Bolgheri entra in vigore nel 1984 per i bianchi ed i rosati e nel 1994 per i rossi, grazie alla fama mondiale raggiunta da alcuni vini del territorio. Mentre per i vini bianchi vengono utilizzati soprattutto vitigni locali come  il Vermentino, per la produzione dei vini rossi, la Denominazione Bolgheri rappresenta un’eccezione rispetto al panorama ampelografico tradizionale toscano. Infatti, pur essendo presenti alcuni buoni esempi di Sangiovese, sono soprattutto i vitigni di origine bordolese, che a Bolgheri hanno trovato una nuova declinazione, a dare brillanti risultati in tutto il mondo. Proprio grazie a questo connubio tra posizione geografica, clima, suoli e lavoro dei viticoltori, la Denominazione di Origine Controllata Bolgheri è considerata una delle più originali e innovative nel panorama italiano.

Mentre per i vini bianchi vengono contemplati per la maggior parte vitigni locali (soprattutto il Vermentino), per la produzione dei vini rossi la Denominazione Bolgheri rappresenta un’eccezione rispetto al panorama ampelografico tradizionale toscano. Infatti, pur essendo presenti alcuni buoni esempi di Sangiovese, sono soprattutto i vitigni bordolesi a dare brillanti risultati.


Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e altri hanno trovato nella regione, delimitata dall’Anfiteatro Bolgherese, una loro nuova splendida patria. Da alcuni anni, questa particolare vocazione stata confermata anche attraverso uno studio di zonazione del territorio realizzato dall’università di Milano dal professor Attilio Scienza, di cui abbiamo ripreso alcuni concetti qui sopra. La Denominazione di Origine Controllata Bolgheri è considerata una delle più originali e innovative nel panorama toscano.

Share by: